Nuova produzione 2020

Aggiornato il: gen 24

E' ufficiale! Nuova produzione Materiali Sonori Cinema.

Abbiamo deciso di raccontarvi la storia di questo nuovo cortometraggio attraverso le bellissime parole di Roberto Maria Nesci, il regista di quest'opera innovativa e sperimentale: Like_Narciso.



La scorsa estate ho fatto un sogno. Era un bosco, con lunghi tronchi e muschi avvolti. Si sentiva il rumore delle foglie secche sgretolarsi sotto i piedi. Non ero solo. Da lontano arrivavano i lamenti di uomini al lavoro, urla e bestemmie rimbalzavano sulle foglie: i rivoli acquitrinosi, vibravano. Quando li vidi capii che alcuni li conoscevo da molto tempo, altri, sparsi, non li avevo mai visti prima. C’erano due uomini che issavano una scala sul tronco di un albero la cui cima sfiorava il cielo, lanciavano corde su i rami più alti cercando di catturare un uccello bianco che si era incagliato li poco tempo prima, sotto di loro si agitava con eleganza una fata dagli occhi blu, tutta indaffarata a colorare funghi scuri che dopo il suo intervento splendevano di rosso e smeraldo. Fui distratto da un ululato rapace e quando mi girai vidi un fauno pasciuto che ruotava le zampe come se le ginocchia non avessero articolazioni. Copriva le piccole corna goffamente con un berretto con la scritta “Marvel”. Scendeva la notte e sentivo freddo, un altra fata svolazzando mi coprì le spalle con un poncho andaluso che chissà quanti anni prima aveva cucito e nello scaldarmi le mani al fuoco tiepido appena acceso, fra le fiamme, vidi quattro spiritelli scricchiolare fra i rami secchi, due di loro portavano gli occhiali, uno aveva l’accento milanese e l’ultima scricchiolava più forte delle altre, era sicuramente una fiamma femmina. Nel sogno mi addormentai. Fui svegliato da un raggio di luce che mi sussurrò all’orecchio:”Oh Robbè, hai visto che location che t’ho trovato?”, confuso gli risposi di quale location stesse parlando e lui proseguì perentorio:”Quella col cervo bianco compà!”.


E all’improvviso lo vidi davanti a me, un cervo bianco grandissimo, bello e pericoloso. Era pronto a caricarmi con tutta la sua forza ma il cielo brillò e lasciò cadere due guerrieri dorati, uno brandiva una lancia sottile ma molto affilata, l’altro, aveva un cannone nel petto. Fu guerra. Fu Fatica. Fu Vittoria. Quando si posò la polvere il bosco era come spazzato via. Solo il vento strisciava nell’aria, corteggiava i suoni e gli altri elementi, suoi stretti parenti, così da orchestrare una musica dolce. Erano immersi nel nulla, erano due esseri affini ma asimmetrici e mi venne una gran voglia di raccontare la loro storia. Quando mi svegliai dal sogno nella mano avevo un piccolo scrigno di legno e dentro, c’era questo cortometraggio.


Roberto Maria Nesci

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